Quando si parla di calvizie femminile si intende un'alopecia androgenetica femminile: una perdita di capelli progressiva, localizzata sulla parte alta del cranio, che si instaura con il tempo. Non va confusa con una caduta diffusa e passeggera.
In questo articolo troverai quello che si vede, come riconoscerlo su di te con due test semplici, a che stadio sei, cosa è realmente possibile e quando consultare.
Calvizie femminile: di cosa parliamo esattamente?
L'alopecia androgenetica colpisce solo la parte alta del cranio, secondo VIDAL. La Société française de dermatologie, attraverso Dermato-INFO, precisa che si basa su tre fattori indissociabili: gli androgeni, la predisposizione genetica e il tempo. Dermato-INFO aggiunge che non è una malattia in senso stretto, ma un processo naturale e frequente, che si accentua con l'età. Una caduta diffusa e una calvizie femminile non si affrontano allo stesso modo: la prima è spesso passeggera, la seconda si instaura e si gestisce nell'arco di mesi.
Il rischio cresce quindi con gli anni. La tabella qui sotto riprende due serie pubblicate. Vengono da due fonti diverse e non vanno mescolate.
| Riferimento | Quota di donne interessate | Fonte |
|---|---|---|
| Al più tardi a 29 anni | 12 % | CMAJ, 2026 |
| Al più tardi a 50 anni | 25 % | CMAJ, 2026 |
| A 70 anni e oltre | dal 41 al 50 % | CMAJ, 2026 |
| Verso i 40 anni | 1 donna su 5 | VIDAL |
| Verso i 60 anni | 1 donna su 4 | VIDAL |
VIDAL precisa che può comparire a qualsiasi età, a volte già dalla pubertà, e che si instaura il più delle volte a partire dalla menopausa. In genere si nota di più in primavera e in autunno. VIDAL quantifica inoltre nell'80 % la quota di perdite di capelli durature nella donna.
Per la caduta diffusa, che è un altro argomento, leggi caduta dei capelli nella donna: le altre cause.
Calvizie femminile: i sintomi, quello che si vede
Nella donna l'attaccatura frontale è il più delle volte conservata. Quello che cambia è la riga, che si allarga, e i capelli della parte alta, che diventano più sottili e meno numerosi. Secondo la rassegna CMAJ, la perdita avviene per miniaturizzazione progressiva dei capelli, con una distribuzione diversa dallo schema maschile. Dermato-INFO nota che la perdita completa resta rara. VIDAL descrive una perdita diffusa su tutta la parte alta, con capelli che restano, diradati, senza mai diventare completa.
Puoi verificare un primo segnale da sola con il test della riga. Dividi i capelli secondo una riga centrale, poi confronta la larghezza di questa riga con quella della riga nella parte posteriore del cranio, zona di solito risparmiata. Una scriminatura centrale nettamente più larga di quella posteriore merita di essere verificata. Questo test non fa diagnosi: serve solo a decidere se consultare.
Una forma più rara comincia dalle tempie. Ludwig, nel 1977, descrive casi in cui l'arretramento è profondo sulle tempie e segue lo schema maschile. Secondo lo stesso autore, queste donne hanno livelli di testosterone paragonabili a quelli degli uomini, il che giustifica parlarne con un medico (Ludwig, 1977).
Per il versante visivo, come il taglio o il camouflage, leggi diradamento dei capelli nella donna.
Calvizie femminile: quali cause, e quali non lo sono?
I tre fattori già citati spiegano la calvizie femminile. L'ereditarietà è un fattore di rischio, e la rassegna CMAJ cita anche i disturbi endocrini: la PCOS (sindrome dell'ovaio policistico), l'iperplasia surrenalica, o alcuni tumori ovarici e surrenalici. Prima di accogliere questa diagnosi, la rassegna CMAJ chiede di escludere l'effluvio telogeno, una caduta diffusa legata a un fattore scatenante passeggero.
Nella donna l'aromatasi, un enzima, trasforma una parte del testosterone in estrogeni. Questo riduce la formazione di DHT. Dermato-INFO ne conclude che l'alopecia androgenetica femminile è in genere meno severa della forma maschile.
Alcuni fattori favoriscono o aggravano la caduta: la menopausa, la PCOS, alcune pillole contraccettive, una mancanza di ferro o di vitamina B12 e alcuni farmaci, secondo Dermato-INFO. VIDAL aggiunge le terapie ormonali della menopausa e i contraccettivi orali.
Lo stress richiede una sfumatura. Dermato-INFO giudica modesto il suo ruolo. VIDAL dice soltanto che lo stress e un eccesso di colesterolo potrebbero contare tra i fattori di rischio.
Diverse idee ricevute resistono nelle conversazioni. Dermato-INFO ricorda che un cappello non aggrava la calvizie. Radere il cranio non la rinforza, e il taglio a luna piena non serve a niente.
Per le cause di una caduta diffusa, leggi caduta dei capelli: cause e quando preoccuparsi.
A che stadio sei? I tre gradi di Ludwig
Nel 1977 Ludwig ha classificato la calvizie femminile in tre gradi, a partire dal vertice del cranio (Ludwig, 1977).
- Grado I: diradamento percepibile del vertice, delimitato anteriormente da una linea situata da 1 a 3 cm dietro il bordo frontale.
- Grado II: rarefazione marcata nella stessa zona.
- Grado III: denudamento completo di quella zona, con la frangia frontale preservata.
Ludwig descrive anche la zona del vertice, circondata da una fascia di capelli densi: una frangia frontale da 1 a 3 cm e una fascia temporo-parietale da 4 a 5 cm (Ludwig, 1977).
Ludwig precisa che in alcune donne, spesso non prima della menopausa, il vertice può diventare letteralmente diradato, mentre il bordo frontale resta al suo posto. Secondo VIDAL, quello che non accade è la perdita completa della capigliatura.
Dermato-INFO ricorda infine che gli schemi maschile e femminile non sono strettamente riservati a un sesso. Una donna può quindi presentare una forma che di solito si associa agli uomini, e viceversa.
Alopecia androgenetica femminile reversibile: cosa si può sperare?
La risposta breve sta in due frasi. L'alopecia androgenetica femminile può essere rallentata, e a volte compare una ricrescita parziale. Ma l'effetto dipende dalla prosecuzione del trattamento: alla sospensione la caduta riprende, secondo Dermato-INFO.
Bisogna contare da 6 a 12 mesi prima di valutare una risposta, con a volte una caduta transitoria all'inizio, secondo la rassegna CMAJ. Molte donne abbandonano troppo presto, prima che il risultato possa leggersi.
Il limite è chiaro. Dermato-INFO spiega che la miniaturizzazione dei capelli può arrivare fino alla peluria. Quando non resta quasi più nulla da infoltire, nessun cosmetico fa ricrescere una zona diradata da tempo.
Quando consultare, e quali esami servono davvero
Consulta senza aspettare se la caduta è brusca, se compaiono chiazze senza capelli, o se il cuoio capelluto prude, brucia o fa male. La rassegna CMAJ raccomanda allora un parere dermatologico. Cicli irregolari o altri segni di un eccesso di androgeni meritano anch'essi una valutazione con il medico.
La diagnosi resta clinica, cioè fondata sull'esame, secondo CMAJ. Una biopsia del cuoio capelluto di norma non è indicata, sempre secondo CMAJ. Dermato-INFO aggiunge il dermatoscopio: mostra capelli di diametri diversi, quello che si chiama anisotricosi. Un tricogramma può essere richiesto in caso di dubbio.
Il test di trazione consiste nel tirare delicatamente una piccola ciocca. Secondo CMAJ, sei capelli o più che si staccano facilmente indicano un test positivo. Nell'alopecia androgenetica, però, il test è spesso negativo o limitato al centro.
Per gli esami, la regola è semplice. Ferritina e TSH si chiedono solo se si sospetta un'altra diagnosi. Un dosaggio degli androgeni è in genere normale, quindi inutile, secondo CMAJ. Dermato-INFO giudica generalmente inutile il bilancio del sangue e riserva il bilancio ormonale ad alcune situazioni.
Il gesto più utile sta in una foto. Scattala ogni mese, con la stessa luce e la stessa riga, per seguire l'evoluzione. Dermato-INFO raccomanda queste foto standardizzate come strumento di monitoraggio. CMAJ giudica inoltre giustificato uno screening di depressione e ansia, perché la caduta pesa sull'umore.
Cosa può aiutare: trattamenti e cosmetici
Sul fronte dei farmaci, la rassegna CMAJ cita due trattamenti di prima linea: il minoxidil per applicazione topica e lo spironolattone per via orale. Si prescrivono. La scelta si fa con un medico, che tiene conto della tua situazione. Il loro effetto si valuta su più mesi, e la maggior parte è controindicata in gravidanza. Un autotrapianto può essere valutato con il medico quando la perdita resta localizzata. Per l'insieme delle opzioni, leggi trattamento della caduta dei capelli.
La rassegna Cochrane di van Zuuren e colleghi, pubblicata nel 2016, ha raccolto 47 studi e 5 290 partecipanti (van Zuuren, 2016). Il minoxidil topico è l'intervento meglio documentato: una ricrescita da moderata a marcata è quasi due volte più frequente che con un placebo. Il finasteride, invece, non è più efficace di un placebo.
Un cosmetico non sostituisce né una diagnosi né un parere medico. Il Siero Anticaduta e Ricrescita Capelli Roll-On di ORVOVA associa 4 attivi dosati: rosmarino al 3 %, Redensyl al 3 %, Aminexil al 2 % e Anagain al 2 %. Il suo roll-on da 25 ml, con sfera massaggiante, si usa una volta al giorno, mattina o sera, senza risciacquo, su cuoio capelluto pulito o asciutto, quindi circa un mese di utilizzo. La sfera serve ad applicare e distribuire il siero. Secondo il marchio, i primi capellini compaiono tra le 6 e le 8 settimane, e il ciclo completo si valuta su 3 mesi. Si rivolge a uomini e donne, a tutti i tipi di capelli, ed è senza minoxidil e senza ormoni.
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Domande frequenti sulla calvizie femminile
Cosa provoca la calvizie nella donna?
Si combinano tre fattori: gli androgeni, una predisposizione genetica e il tempo, secondo Dermato-INFO. Disturbi ormonali, come la PCOS, possono entrare in gioco, secondo la rassegna CMAJ.
Come capire se si ha un'alopecia androgenetica?
Fai il test della riga e il test di trazione descritti sopra, poi conserva una foto mensile. La diagnosi resta clinica e spetta al medico, spesso a un dermatologo.
I capelli ricrescono dopo un'alopecia androgenetica?
Una ricrescita parziale è possibile, e la progressione può essere rallentata, a condizione di proseguire il trattamento. Conta da 6 a 12 mesi prima di valutare la risposta. Ogni situazione va seguita con un medico.
Calvizie femminile: quale percentuale di donne è interessata?
Secondo la rassegna CMAJ, il 12 % delle donne è interessato al più tardi a 29 anni, e il 25 % al più tardi a 50 anni. VIDAL indica 1 donna su 5 verso i 40 anni. La tabella più sopra presenta le due serie, senza media.
Un siero anticaduta può bastare?
No. Un siero è un cosmetico: accompagna la densità, non sostituisce né una diagnosi né una presa in carico medica. Se la riga continua ad allargarsi di mese in mese, comincia con un parere dermatologico invece di accumulare prodotti.
Da ricordare
- La calvizie femminile è un'alopecia androgenetica: progressiva, localizzata sulla parte alta del cranio.
- Il test della riga e il test di trazione aiutano a decidere se consultare. Non fanno diagnosi.
- I trattamenti si valutano su più mesi, con un medico.